giovedì 2 giugno 2011

STALKING E VIOLENZA. DONNE MEDICO..............


La professione medica è notoriamente sempre impegnativa, spesso stressante e alcune volte rischiosa. Quando poi sono le donne a esercitarla questa diventa particolarmente difficile da conciliare con la vita personale e familiare, la carriera si fa più ardua, i rapporti con i colleghi di lavoro si complicano, i rischi di violenze aumentano e a questi si aggiungono molestie di vario tipo, anche sessuale. La donna medico, insomma, non fa eccezione nel generale panorama lavorativo femminile; subisce però un’accentuazione di alcuni di questi fenomeni negativi, ben oltre la media nazionale. Per fotografare la condizione dei “camici rosa” in un contesto vasto e complesso come quello della Capitale, l’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma ha realizzato il Rapporto “Donne medico: indagine su lavoro e famiglia, stalking e violenza”.

L’Ordine di Roma con i suoi oltre 41mila iscritti rappresenta il 10% di tutta la categoria in Italia e vede crescere esponenzialmente la sua componente femminile (attualmente annovera 14.415 medici-chirurghi e 880 odontoiatre, con età media di 47,5 anni). Lo studio è stato realizzato tramite interviste a un campione pari a 1.597 unità, rappresentativo di tutte le iscritte all’Ordine, e si è avvalso del contributo della sezione romana dell'AIDM-Associazione Italiana delle Donne Medico. Il Rapporto è stato illustrato oggi da Mario Falconi e da Gabriella Nasi, rispettivamente Presidente e Consigliere dell’Ordine, e da Aldo Piperno, Ordinario di Sociologia dei Fenomeni Economici e del Lavoro presso l’Università Federico II di Napoli, che ha coordinato l’indagine.

“Lo studio – ha premesso Aldo Piperno - rientra, sotto il profilo dei temi trattati e dei metodi d’indagine, nel contesto di un'ampia letteratura scientifica. Nello specifico L’indagine ha riguardato le peculiarità della professione medica al femminile nella sanità pubblica e privata: carriera, rapporti tra vita lavorativa, personale e familiare e l'universo dei fenomeni riconducibili sotto l'etichetta dello stalking. I risultati ottenuti sono in linea con quelli evidenziati in letteratura e offrono un interessante profilo comparato dei fenomeni tipici del mondo sanitario rispetto al contesto generale".

L’analisi multivariata fattoriale delle interviste ha fatto emergere un profondo disagio di lavoro e di relazioni delle donne medico, con discriminazioni, vessazioni e violenze che sono esercitate soprattutto verso le più fragili che non possono ricorrere alla protezione dell’ambiente sociale e familiare. Le donne medico, infatti, denunciano di aver subito attacchi alla qualità della condizione professionale in maggior misura rispetto a un pari campione delle donne italiane (dati ISTAT 2007). Anche per quanto riguarda le relazioni lavorative esse hanno espresso un disagio maggiore della media nazionale.

Nonostante le parecchie zone grigie contenute nel Rapporto, emerge comunque che circa il 60% delle donne medico si dichiara soddisfatta del proprio lavoro e ruolo professionale, ben l’85,5% si sente apprezzata dai propri colleghi, con un riconoscimento che tende a crescere nei ruoli ove sono assenti o minimi i rapporti gerarchici. A sentirsi maggiormente apprezzate sono quelle oltre i 65 anni, le separate o divorziate e le libere professioniste. Anche se a ciò si contrappone un diffuso scetticismo circa la probabilità di salire tutti i gradini della carriera: su una scala da zero a 100 è giudicata pari solo a 30.

In ogni caso, il lavoro delle donne medico assorbe gran parte della loro vita privata. Più della metà di esse (54,4%) si sente sovraccarica di lavoro e questo diventa l’impegno prioritario rispetto ad altri di natura personale e sociale. Così circa il 55% trascura le relazioni amicali e la cura di se stessa, il 18,6% i divertimenti, il 10% trascura il rapporto di coppia e il 5,5% quello con i figli. A fronte di ciò il lavoro è trascurato da un percentuale di donne vicina allo zero (0,3%). A Indicare un sovraccarico di lavoro superiore alla percentuale media sono le donne separate o divorziate, di medicina generale, le specialiste e le dipendenti ospedaliere.

Cosa auspicano le donne medico per conciliare al meglio il lavoro con la famiglia e la propria persona? Il 34,5% vorrebbe l’introduzione di tempi di lavoro più flessibili; il 29,2% chiede servizi per l’infanzia e gli anziani; il 27,2% una maggiore condivisione del lavoro familiare con gli uomini; il 6,6% indennità economiche ai nuclei familiari. Le giovani nubili, a inizio carriera, operanti nel settore ospedaliero privato, sono tra quelle che più chiedono tempi di lavoro flessibili, mentre i servizi sociali sono invocati dalle over 65.

C’è poi l’aspetto delle discriminazioni: le donne medico che ritengono di essere discriminate rappresentano addirittura i due terzi del totale. Più in dettaglio, il 27,1% ritiene di esserlo nell’ambiente di lavoro in generale e il 37,5% soltanto nel raggiungimento dei livelli apicali. Una discriminazione che è soprattutto esclusione: oltre la metà (54%) dichiara di essere coinvolta “poco o per niente” nell’attuazione dei programmi di lavoro e delle iniziative del servizio di appartenenza. Secondo il 32,5% lo stesso avviene per quanto riguarda l’utilizzo delle proprie competenze e capacità professionali. Avere meno incarichi, e indennità accessorie, è fonte anche dei divari retributivi tra uomini e donne: la pensa così il 34,1%. La discriminazione è avvertita in maggior percentuale dalle giovani, da quelle a inizio carriera e da coloro che lavorano nelle strutture ospedaliere private.

Un capitolo delicato del Rapporto riguarda le molestie: solo poco di più della metà delle donne medico (53,6%) afferma di non averle mai subite, mentre al 46,4% è capitato almeno una volta e al 5,1% molte volte. La maggior parte delle intervistate (72% circa) ha riferito che le molestie si sono verificate nell’ambiente di lavoro. Per il 6,8% ciò è avvenuto negli ultimi 12 mesi, per il 24,7% negli ultimi tre anni e per il 68,5% oltre tre anni fa. Le donne che più dichiarano episodi di molestia recenti sono le giovani fino a 44 anni (12,5%) e le nubili (9,8%), le dipendenti di case di cura (16,7%), quelle appena laureate o in corso di specializzazione (15%) e quelle operanti in libera professione (19,2%), Nella fascia d’età oltre i 65 anni afferma di averle subite il 75%: ciò in ragione di un arco di tempo più ampio rispetto alle più giovani, quindi con maggiori probabilità di aver subito molestie.

Come è intuitivo, le molestie non rimangono fini a loro stesse ma determinano comportamenti conseguenti e chi ne rimane vittima cambia i suoi atteggiamenti, in particolare sul luogo del lavoro, e attua cambiamenti importanti anche nella vita in generale. In alcuni casi non mancano impatti sulla salute psichica. Così per coloro che hanno subìto molestie le conseguenze comportano: stress (39,4%), cambiamenti di comportamento sul luogo di lavoro (34,9%), timore di vivere altre esperienze analoghe (27,5%), sviluppo di aggressività (26,9%), comportamenti difensivi (17,7%), una vita più solitaria e isolata (17,4%), ansia, panico e depressione (16,9%), preoccupazione per la sicurezza personale (16,1%), cambiamenti nelle abitudini della vita quotidiana (14,3%), perdita di giorni di lavoro (10,2%), insorgenza di difficoltà col partner (8,9%). Per tentare di arginare le molestie, la metà (50%) delle donne medico si rivolge a familiari, parenti o amici, il 10,2% a un legale e soltanto il 7,5% alle forze dell’ordine.

In questo contesto non mancano anche le aggressioni fisiche vere e proprie. Le donne medico ne rimangono vittime con una percentuale quasi doppia rispetto a quella delle donne italiane in generale: le lamenta, infatti, il 4% contro il 2,1% della media nazionale. Tenuto conto dell’ampio campione indagato, si tratta di un numero di casi preoccupante.

Va sottolineato che la fenomenologia della violenza ha molteplici profili (classificati in un’indagine dell’ISTAT sulle donne italiane e riproposti nell’indagine dell’Ordine di Roma). I motivi per cui i “camici rosa” della Capitale si sentono sotto attacco sono stati suddivisi per tema. Nella comunicazione interpersonale ritiene di essere oggetto di critiche immotivate una larga maggioranza delle intervistate (59,5%); quasi uguale la percentuale (58,8%) di coloro che lamentano scenate o sfuriate; decisamente minore (24,3%), ma pur sempre significativa, la quota che dichiara di aver ricevuto vere minacce. Nella qualità della situazione professionale le violenze sono riconducibili all’essere costrette a operare in condizioni disagevoli, al demansionamento, a impedimenti di carriera e a sanzioni disciplinari; in dettaglio, più della metà, il 52,8%, afferma di essere stata messa in condizioni disagevoli di lavoro, il 23,4% di aver ricevuto compiti incongrui come umiliazione, il 13,5% di essere stata esclusa da promozioni o incentivi. Ci sono poi gli attacchi all’immagine sociale: con calunnie (58,6%), con umiliazioni (35,4%), tramite offerte sessuali inopportune (23,5%), in conseguenza di opinioni politiche o religiose (13,6%). Infine, sono state prese in esame le relazioni sociali: il 42,8% lamenta di essere stata esclusa da riunioni e informazioni, mentre il 34,8% si sente ostacolata nelle relazioni con i colleghi.

Proprio quello dei rapporti all’interno dell’ambiente di lavoro è un altro aspetto indagato a fondo. Critici quelli con i superiori: il 46,2% delle donne medico li qualifica come “indiretti, formali o inesistenti” e il 45% circa ritiene che siano caratterizzati da disistima, ostilità e formalismo. La situazione migliora nettamente quando si passa ai rapporti con i colleghi: la percentuale di donne medico che afferma di avere rapporti di tipo collaborativo è del 73,4%, nonostante persista quasi un terzo che considera anche questi formali (21,6%) o inesistenti (5,0%), se non addirittura improntati ad antipatia e ostilità. Le caratteristiche sociali e professionali delle donne che sono insoddisfatte del rapporto con i colleghi sono analoghe a quelle individuate a proposito del rapporto con i superiori: oltre i 65 anni, vedove, di medicina generale e specialiste ambulatoriali.

Secondo Gabriella Nasi, “L’analisi dei risultati smentisce, di fatto, la percezione sufficientemente positiva che all’esterno si ha della condizione del mondo medico al femminile. La tipologia di lavoro, che in via generale è professionalizzante, non va di pari passo con la possibilità di carriera, in particolare per le più giovani. Molto chiaro appare il disagio lavorativo, soprattutto verso i propri vertici direzionali: ciò è grave, poiché il lavoro sanitario è per definizione un’occupazione ove l’interscambio professionale e relazionale dovrebbe essere alto. Ci proponiamo – ha annunciato la componente del Consiglio Direttivo dell’Ordine - di approfondire la ricerca, continuando a monitorare il fenomeno attraverso ulteriori studi”.

“Questa indagine – ha commentato il Presidente dell’Ordine, Mario Falconi - conferma che era oltremodo opportuno esplorare il microcosmo delle donne medico. Avevamo intuito da tempo che una percentuale rilevante di colleghe avesse un profondo disagio di lavoro e di relazioni, fatto di discriminazioni, vessazioni ed anche violenze. Una parziale sorpresa l’abbiamo avuta, però, quando ci siamo trovati a dover prendere atto amaramente che le donne medico hanno, in alcuni casi, come ad esempio nelle aggressioni fisiche vere e proprie, percentuali sensibilmente superiori rispetto a quelle delle donne italiane in generale”.

In conclusione Falconi si è rivolto ai rappresentanti istituzionali intervenuti: “Come abbiamo fatto con la precedente ricerca sulla medicina difensiva, lasciamo ora alla politica il compito di interpretare i dati e assumere le decisioni conseguenti. Senza dimenticare, però, che anche il mondo medico maschile ha un’occasione per riflettere e che deve dare il proprio contributo affinché le donne riescano ad avere nella realtà quotidiana quelle pari opportunità che sulla carta sono loro dovute”.

Scommesse, ombre sulla Serie A...

Anche Brescia-Bologna nel mirino

02/06/11
Brescia-Bologna
Sedici arresti, 18 partite messe sotto inchiesta dalla Procura di Cremona ma lo scandalo del calcioscommesse è destinato ad allargarsi e anche la Serie A, al momento ai margini dell'inchiesta, potrebbe essere coinvolta pesantentemente. Oltre a Inter-Lecce, c'è infatti un'intercettazione che prevede il risultato esatto della sfida salvezza Brescia-Bologna del 2 aprile ("E' una partita che finirà 3-1"), e una che parla di una gara del Chievo a Milano.
"La A è il secondo livello dell'inchiesta - ha spiegato un investigatore - ma di aspetti da chiarire ce ne sono ancora moltissimi". Inter-Lecce del 20 marzo è una delle 18 gare finite nel mirino. In questo caso il tentativo fallisce: gli indagati avevano scommesso sui tre gol di scarto dei nerazzurri, mentre la partita terminò 1-0. Sotto i riflettori però c'è anche un altro incontro della massima serie: in un'intercettazione del 25 marzo, Pietro Bassi ("un informatore amico del ds della Nocerina") predice a Gianfranco Parlato, uno degli arrestati, quattro risultati poi rivelatisi esatti. E tra questi c'è appunto Brescia-Bologna 3-1. La partita non è stata messa sotto inchiesta non avendo gli inquirenti avuto altri riscontri nel corso delle intercettazioni.

BASSI: "Il Brescia prende tutto, capito?"

PARLATO: "Che ha"

BASSI: "Il Bolo"

PARLATO:  "Può essere, quello può essere"

In un'altra conversazione Massimo Erodiani, organizzatore e raccoglitore delle scommesse, racconta al 'sodale' Francesco Giannone:

ERODIANI: "L'anno scorso ho fatto il Chievo a Milano... Over tre e mezzo... si sono presentati là.... mi hanno detto, vi facciamo vincere la partita, fateci fare un gol! La partita mi sa che finì 3-1, 4-1...".

Il nuovo scandalo rischia dunque di sconvolgere i campionati di Serie B e Lega Pro ma dagli interrogatori degli arrestati potrebbero emergere altri elementi. E le intercettazioni gettano pesanti ombre anche sulla Serie A.

Moggi: «Partite vendute anche in Champions»

Nel bel mezzo del nuovo scandalo che ha colpito il mondo del calcio e che ha portato , all’arresto di 16 persone, tra cui l’ex giocatore Beppe Signori e l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista, Luciano Moggi è tornato a parlare sia del processo di Napoli, sia della vicenda sul calcio scommesse. Su quest’ultima avrebbe annunciato che ci sono state squadre di serie A che hanno venduto dei punti di Champion’s League in cambio di giocatori.
luciano-moggi Intervistato al Tg1, secondo l’ex dirigente bianconero e principale imputato nel processo su Calciopoli , nei confronti del quale è  stata chiesta una condanna a 5 anni e 8 mesi, l’inchiesta dei pm di Napoli non sta portando a nulla:
“Sostanzialmente non è emerso niente, perché i testi dell’accusa hanno dimostrato che erano solo chiacchiere. Adesso però se ne sentiranno delle belle. Metterò in mostra quello che non è stato ancora mostrato”.
In merito invece alla vicenda sul calcio scommesse, Moggi non crede alla somministrazione di calmanti dati ai calciatori, in modo che giocassero al di sotto delle loro possibilità, ma parla di alcune squadre che addirittura si sono vendute punti in Champions League per avere in cambio giocatori.

Blake Lively: è lei la ragazza nuda delle foto hot?

Blake Lively: è lei la ragazza nuda delle foto hot?(IAMM) New York, 2 Giu 2011 - Da giorni non si parla d'altro che di lei, l'attrice americana Blake Christina Lively, presunta fiamma di Leonardo Di Caprio. Il gossip però non riguarda il suo stato sentimentale, ma alcune foto hot che circolerebbero in rete. Le immagini mostrano una ragazza nuda terribilmente somigliante alla protagonista della serie tv Gossip Girl. Ma, secondo quanto si legge su Vanity Fair, la Lively ha prontamente smentito attraverso la sua portavoce. Quelle immagini, che ritraggono una donna che si fotografa senza veli davanti ad uno specchio con cellulare, sono "false al 100%".

ATTENTI AI FURTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII........................

Pognano: Clienti truffati assaltano il mobilificio Aiazzone.

Pognano: Clienti truffati assaltano il mobilificio Aiazzone. (IAMM) Pognano, 2 Giugno 2011 - Il magazzino Aiazzone è stato letteralmente oggetto dell'assalto arrabbiato avvenuto ieri da parte di un paio di centinaia di persone che lo hanno saccheggiato dei mobili e sembrerebbe anche danneggiato. I carabinieri allertati e arrivati sul posto con 5 pattuglie quando i magazzini erano stati ormai vuotati hanno lavorato per identificare le persone che hanno messo in atto il saccheggio che rischiano una denuncia per furto, danneggiamento e violazione di proprietà privata.

CALCIO MALATOOOOOOOOOOOOOOO..................

(IAMM) Cremona, 2 Giu 2011 -
Un campionato "intossicato": sono queste le parole usate dal gip Guido Salvini della Procura di Cremona in merito all’inchiesta riguardante un giro di scommesse illecite per la serie A, la serie B e pure la Lega Pro, di cui pare sia impossibile "quantificare il giro". Secondo quanto riportato da Lastampa il giudice fa sapere che l'inchiesta è molto complessa, "stiamo parlando di migliaia di giocatori". Tra questi spicca il nome di Beppe Signori, ex giocatore della Nazionale, finito agli arresti domiciliari.


"Il suo nome non doveva essere nemmeno pronunciato. Di lui dicevano che era quello che “aveva segnato 200 goal in serie A”, oppure lo chiamavano “Beppe nazionale”, scrive il giudice nelle pagine dell'inchiesta da cui emergerebbe un calcio davvero malato.

lunedì 30 maggio 2011

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla tua bocca arriverà fino al cielo
ciò che stava sopito sulla mia anima.

E' in te l'illusione di un giorno.
Giungi come rugiada sulle corolle.
Scavi l'orizzonte con la tua assenza,
Eternamente in fuga come l'onda.

Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.

Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.
 
Questa volta lasciami 
essere felice,
non è successo nulla a nessuno
non sono in nessun luogo,
semplicemente
sono felice
nei quattro angoli
del cuore, camminando,
dormendo o scrivendo.

Che posso farci, sono felice,
sono più innumerabile
dell'erba
nelle praterie,
sento la pelle come un albero rugoso,
di sotto l'acqua,
sopra gli uccelli,
il mare come un anello
intorno a me,
fatta di pane e pietra la terra
l'aria canta come una chitarra.
Tall and tan, and young and lovely
The girl from Ipanema goes walking
And when she passes
Each one she passes goes, aah
When she walks, she's like a samba
That swings so cool and sways so gentle
That when she passes
Each one she passes goes, aah
Oh, but I watch her so sadly
How can I tell her I love her
Yeah, I would give my heart gladly
But each day when she walks to the sea
She looks straight ahead not at me
Tall and tan, and young and lovely
The girl from Ipanema goes walking
And when she passes
Each one she passes goes, aah
Tall and tan, and young and lovely
The girl from Ipanema goes walking
And when she passes
Each one she passes goes, aah
When she walks, she's like a samba
That swings so cool and sways so gentle
That when she passes
Each one she passes goes, aah
Oh, but I watch her so sadly
How can I tell her I love her
Yeah, I would give my heart gladly
But each day when she walks to the sea
She looks straight ahead not at me
When she walks, she's like a samba